Quel nostro rifugio

Piet Mondrian

Quel nostro rifugio
nascondeva la necessità delle cose:
nonostante continuassimo a respirare
innalzavamo i nostri canti di pace
danzavamo nell’ombra dell’aria gelida
catturando in volo tutte le foglie gialle
fissandoci
poi sullo sguardo più intenso.

Con l’acqua alla gola
stavamo ore ad aspettare il sole
pronti a rincorrere il tempo,
per ritrovare il bacio
che germogliando
il vento aveva mandato
sopra un cielo pieno di stelle
che sfioravamo a mala pena.

 


I Want You – Bob Dylan [Tratto da: “Io non sono qui” di Todd Haynes]


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Tu dove sei? [di Mario Luzi]

Panayiotis Tetsis – Sifnos

 

I pontili deserti scavalcano le ondate,
anche il lupo di mare si fa cupo.
Che fai? Aggiungo olio alla lucerna,
tengo desta la stanza in cui mi trovo
all’oscuro di te e dei tuoi cari.

La brigata dispersa si raccoglie,
si conta dopo queste mareggiate.
Tu dove sei? Ti spero in qualche porto…
L’uomo del faro esce con la barca,
scruta, perlustra, va verso l’aperto.

Il tempo e il mare hanno di queste pause.

 


A Sylvia Plath

La sedia di Gauguin – Vincent Van Gogh

 

Hai copiato i suoi versi
più per morte che per vita
parola per parola.
Hai scavato nel suo cuore
distruggendo il suo dolore
fino all’infinitesimo sogno.

Speravi
molto più che un orizzonte
isolata in un cielo vuoto
non vedevi altro che suoi occhi
non ascoltavi altro che la sua voce,
lo cercavi nel senso impuro
scavando nel suo silenzio
discutendo – sola con la notte
e non potevi neppure ricordare
la prima ferita che ti salvò la vita.

Eppure
i tuoi passi ancora risuonano
ovunque
tra un pianto e un sorriso
come un fantasma occulto
che illumina un giorno smarrito nel buio,
un giorno che non è menzogna
ma finzione di un bello che non c’è
e che lascia il posto a quello
che ancora chiamano amore.