Almeno una volta

Takahiro Taguchi - Gradation

Takahiro Taguchi – Gradation

Non giudicarmi con leggerezza
la vita è fatta per gli annoiati
che di sicuro avranno provato
almeno una volta ad essere felici,
avranno saggiato il sapore del vino
che scende giù nel ventre fino ai visceri,
avranno voluto con volubile forza
toccare con mano
le deboli ali di una farfalla,
avranno sicuramente desiderato
di sparire dietro le luci accecanti del centro
e in qualche modo
ascoltato quei dolci lamenti latenti
del loro cuore,
avranno almeno una volta
avvertito un sentito ardore
schiacciando una stella
tra l’indice e il pollice,
avranno provato a tornare indietro
smarriti sulla solita strada
illusi di non essere soli,
avranno poi tradito
le più tenere e dolci labbra
abbandonate nelle notti gelide,
avranno anche parlato a se stessi
rivolgendo la loro voce a qualcuno
e giorno per giorno
avranno inseguito il fumo con gli occhi
almeno una volta
avranno forse distinto
quel che è la luna da quel che sole.


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Grande Numero [di Wislawa Szymborska]

Zabriskie Point [Michelangelo Antonioni]

Zabriskie Point
[Michelangelo Antonioni]

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore mai perdonerebbe.
Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi su ogni atlante.
È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con orizzonte vero, perché mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
“Non devo loro nulla” –
direbbe l’amore
sulla questione aperta.



Assolo

Tu puoi venire quando vuoi
io non sono qui.
[Seidicente]

PolyFauna Radiohead

PolyFauna Radiohead


Troppe voci nella mia testa
e nessuno con cui parlare
urla pure quanto vuoi
se vuoi lasciarmi sola
non lasciarmi
sono sentimenti brevi
emozioni di poco conto
una cultura senza cuore
che subirò con gusto
perché tutto ciò che ho detto
nella quiete del sonno
rotolando tra le mie labbra
ai confini della notte
lo ribadirò ancora
e continuerò a provarci
a testa bassa
risuonando sui miei passi
correrò
sempre dietro alla stessa luna
testimoniando
l’indolenza di questa notte
infinita.



Comfortably Numb – Pink Floyd – The Wall