Negativi

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Il paesaggio scorreva dinanzi ai suoi occhi sospesi nel nulla.
Come fossero vecchie diapositive le sue pupille rimandavano a me, che lo osservavo, il verde dei campi incolti, l’azzurro del cielo terso, il grigio delle nuvole sparse e un rosso, ardente e improvviso, di un sole cieco al tramonto.
Lui stava lì fermo, immobile, mentre il mondo gli passava davanti e taceva.
Taceva da tempo immemore.
Non ricordo il suo nome, solo lo sguardo del mondo che racchiudeva nel suo silenzio.


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Quando avrò voglia

«I luoghi tradiscono, si rendono irriconoscibili, e soltanto una fragile via permette di abitarli aleggiando tra ciò che resta e le immagini della memoria».
[Pier Franco Brandimarte]

Pascal Campion Art

Pascal Campion Art

Ti dico – quando avrò voglia,
ma so già che non ne avrò.

Voglio chiudere gli occhi
respirare
guardare indietro e sorridere
voglio bere litri e litri di vino
sognando dietro le tue note,
voglio ingannarti, mentire
giocare col tempo e le parole.
Voglio dirti
che poco o niente importa
in questa vita
quando ce n’è un’altra
che avanza lontano.
Voglio correre dietro quel treno,
soffiare con forza sugli stormi
su nel cielo e con una mano,
la mia mano,
scansare via le nubi e puntare
i raggi del sole lì
sul nostro primo e ultimo bacio.


Notte

3340615

Fuori si stendono i campi incolti e stanotte il cielo è una fontana di stelle.
Stelle che cadono incessanti segnando volte dolorose, ed è così che il loro numero non diminuisce mai e gli occhi del cielo nero si aprono come corridoi attraverso i quali questa sciatta e primitiva notte viaggia da ciò che di essa già si è consumato a ciò che è di là da venire.
In lontananza tra nuvoloni neri risplendono lampi silenziosi. Tutti gli ingressi, dall’ordine superiore a quello inferiore, sono già stati calpestati da ruderi misteriosi e da residui di forze senza nome: la verità riguardo al mondo è che tutto è possibile e l’universo non è mai avaro, bensì è l’ordine che vi regna che è ostacolato nel suo intento di replicare ciò che esiste in una parte di ogni altra parte.
Il problema adesso non è sapere dove sono.
Il problema è pensare che ci sono arrivata senza portarmi dietro niente e no, non è sonno.
Non è affatto sonno.
È silenzio.


Seidicente
7 giugno 2007