Lucciole

Seidicente

Proprio quando la promessa di un nuovo mondo migliore
sventolava sotto un limpido cielo azzurro.

luna

Ieri ho provato a parlarne. Avrei voluto far uscire fuori tutto il contorno.
Niente.
Cementata.
Ho tirato fuori il solito racconto. Quello ufficiale e formale.

La cosa più bella della vita è che la nostra anima si aggiri ancora tra i luoghi dove una volta giocavamo. Non voglio che un singolo ricordo sfumi tra le nuvole. È la mia costante consapevolezza del passato che causa, a volte, il mio dolore. Se dovessi scegliere tra gioia e dolore, non scambierei i dolori del mio cuore con le gioie del mondo intero.
In quanti mi hanno visto crescere?

Questa notte ho sognato le lucciole. Non le ho più riviste da quella notte.
“Giulietta, Giulietta”, una voce arriva da lontano. Una mano mi accarezza i capelli. Apro lentamente gli occhi.
“Giulietta, Giulietta”. Nuovamente quella voce. Allora non sto…

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Il Big Bang e l’origine dell’amore

Big Bang

C’era un gran trambusto nei cosmi all’orizzonte.
Riproduzioni di stelle che nascevano e morivano sotto occhiate intransigenti di telescopi invadenti, eccentriche coincidenze elettromagnetiche venivano dissolte in pochi istanti nell’eternità, sorgevano imperi d’azoto che sfumavano in città molecolari, squadriglie di gas nervosi diffondevano incubi e paure, i sistemi stellari sfuggivano rimbombando dai loro albori, i buchi neri ingurgitavano vitalità a iosa e da sigilli infrattati nascevano mondi discordanti, ognuno con una loro legge morale diversa.
Dovunque si sentivano  grida angoscianti di particelle, di frammenti, di fila, di lembi, di frattaglie di asteroidi nomadi che bramavano inutilmente l’unico indivisibile a cui erano uniti e attaccati pochi attimi prima.
Era un coro di soli abbandonati e di raminghi spaziali in rotta verso il nulla.
In questo spazio senza fine di universi separati un audace atomo d’azoto si slanciò volando, coraggiosamente, verso un nuovo mondo, dove lo attendeva, in trepidante attesa, un atomo di ossigeno per una nuova entusiasmante ed elettrizzante combinazione. Ma, dopo un quadruplo salto mortale quanto fatale, l’atomo acrobata mancò per un’inezia le braccia allungate dell’atomo di ossigeno e piombò nel vuoto.
Tutto nei cieli si fermò.

 

Eternal Sunshine

«Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale! Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata. Infinita letizia della mente candida! Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.»
[da Eloisa to Abelard, v. 207 – Pope; citato in “Se mi lasci ti cancello”]

Eternal  

A Meneceo (1)

La mia riflessione è un abisso nero popolato da foschi fantasmi, custodito sempre da uno dolore disperato.
Noi siamo come umili ragni che per vivere hanno bisogno di intrecciare la loro tela sottile, noi siamo come delle umili lumache che per vivere hanno bisogno di portare addosso il loro baccello fragile, o come dei poveri molluschi che desiderano una loro conchiglia in fondo al mare. Siamo ragni, lumache e molluschi di una specie più distinta, forse, e non vorremmo una ragnatela, un baccello o una conchiglia in fondo al mare, ma un piccolo mondo sì: per vivere in esso e per vivere di esso. Un sogno, un’emozione, un vezzo – ecco il nostro piccolo mondo, ecco il nostro piccolo guscio. Senza questo è impossibile la vita. E quando non hai più un ideale perché osservando la vita ti sembra solo un’enorme stronzata senza senso e senza risoluzione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l’abitudine che non trovi e l’occupazione che disdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido, che legge, studia, lavora solo per distogliersi dalla sua disperazione.

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(1) Lettera sulla felicità