22 commenti su “E l’amore guardò il tempo e rise [di Luigi Pirandello]

    • L’amore non ha tempo, non conosce tempo e… non fugge da niente! Ma tanti, rincorrendo il tempo nel vento, sfuggono all’amore… Che è stato ridotto ad una semplice ed assuefatta “toccata e fuga”:
      Quanti “Ti amo” nel vento, che le ha dispersi come foglie sperdute nel tempo! C’è sempre tempo per amare, ma amare davvero, in spirito. La vita esiste per un atto d’amore del Creatore, ognuno nasce per un atto d’amore. Senza amore, nulla esisterebbe di tutto ciò che esiste. Certe pirandelliate fan ridere, ma per serietà dell’argomento, mi esimo dal ridere.

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  1. …bellissima questa citazione di Pirandello, talmente bella che quando ci feci un articolo a metà febbraio, nessuno credette fosse di Pirandello, infatti un blogger mi chiese da quale fonte e da quale opera avessi tratto tale paternità …se dovesse accadere anche a te di rispondere ad una simile domanda, questa è la risposta…. 😉

    questa citazione è raccolta in “Opere di Luigi Pirandello, volume VI, Saggi, poesie, scritti varii, a cura di Manlio Lo Vecchio— Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1960, terza edizione riveduta giugno 1973,

    nello specifico appartiene a:
    Tenui luci improvvise
    da “La Riviera Ligure” scritto da Pirandello nel febbraio 1904,

    da cui ho estratto questo componimento che voglio dedicarti.

    Giro tondo..
    “Le pagliuzze, i relitti della via,
    esposti alla mercé di chi cammina,
    hanno anch ’essi nel mondo
    il lor breve momento d ’allegria:
    viene un soffio di vento e li mulina;
    pajon bambini che fan girotondo”.

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    • Ho consultato le due edizioni precedenti alla terza del volume Opere di Luigi Pirandello, volume VI, Saggi, poesie, scritti varii, a cura di Manlio Lo Vecchio— Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1960, e in nedssuna delle due è compresa questa poesia. Se tu sei in possesso della terza edizione potresti fotografare la pagina che riporta la poesia e inviarmela via mail.
      E’ molto importante capire se esiste una fonte certa che attribuisce a Pirandello questi splendidi versi o se la notizia continua a circolare in rete senza una prova accertata.

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      • Ciao. Non ti nascondo che sto tenendo questo post soprattutto per allargare le indagini. Ognuno però fino ad ora ha dato un contributo diverso, per cui al momento mi attengo alla fonte di Nico, ma se tu hai approfondito le tue ricerche e trovato la terza edizione, ti pregherei di darmi notizia. Grazie mille.

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    • Agostino Frau

      L’autore del famosa poesia che TUTTI attribuiscono a Pirandello , ma della quale non si trova traccia alcuna su nessuna opera del Maestro, meno che mai in “Poesie sparse”, l’ho scoperto per caso.
      Stavo leggendo recentemente il libro “Sulle Ali della tenerezza” scritto da Antonino Massimo Rugolo, Editore Laruffa, pagine 72. Ho subito riconosciuto lo stile della famosa poesia che Pirandello non poteva aver scritto, sia per la tematica affrontata che per il linguaggio poetico. MI si è subito accesa una lampadina . Ed infattti l’autore è proprio Antonino MAssimo Rugolo. La “poesia” è stata estrapolata da un suo scritto. Ecco il testo completo ( peccato che Fb non consenta di evidenziare con altro colore o con sottolìneatura un testo) :

      Agostino Frau:

      L’autore della famosa poesia che TUTTI attribuiscono a Pirandello, ma della quale non si trova traccia alcuna su nessuna opera del Maestro, meno che mai in “Poesie sparse”, è Antonino Massimo Rugolo. La “poesia” è stata estrapolata dal libro “Sulle Ali della tenerezza”, Editore Laruffa, pagine 72. Ecco il testo completo:

      E l’amore guardò il tempo e rise.
      Un sorriso lieve come un sospiro,
      come l’ironia di un batter di ciglio,
      come il sussurro di una verità scontata.
      Perché sapeva di non averne bisogno.
      Perché sapeva l’infinita potenza del cuore
      e la sua poesia e la magia di un universo perfetto,
      al di là dei limiti del tempo e dello spazio.
      E le ragioni dell’uomo, fragile come un pulcino,
      smarrito come un uccello,
      cannibale come un animale da preda.
      Perché conosceva la tenerezza di una madre,
      l’incanto di un bacio, il lampo di un incontro.
      Poi finse di morire per un giorno,
      nella commedia della vita,
      nell’eterno gioco della paura,
      nascosto, con il pudore della sofferenza,
      con la rabbia della carne,
      con il desiderio di una carezza.
      Ma era là, beffardo, testardo, vivo.
      E rifiorì alla sera,
      senza leggi da rispettare,
      come un Dio che dispone, sicuro di sé,
      bello come la scoperta, profumato come la luna.
      Ma poi si addormentò in un angolo di cuore
      per un tempo che non esisteva
      e il tempo cercò di prevalere,
      nel grigio di un’assenza senza musica, senza colori.
      E sbriciolò le ore nell’attesa,
      nel tormento per dimenticare il suo viso, la sua verità.
      Ma l’amore negato, offeso,
      fuggì senza allontanarsi,
      ritornò senza essere partito,
      perché la memoria potesse ricordare
      e le parole avessero un senso
      e i gesti una vita e i fiori un profumo
      e la luna una magia.
      Perché l’emozione bruciasse il tempo e le delusioni,
      perché la danza dei sogni fosse poesia.
      Così mentre il tempo moriva, restava l’amore.
      Antonino Massimo Rugolo

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      • Anch’io ho trovato tracce della poesia attribuita per errore a Pirandello, in effetti quelle bellissime righe sono opera di Francesco Cetraro, un poeta autodidatta che non conobbe mai la notorietà perchè ospite dell’Ospedale Psichiatrico di Taurianova dove morì nel 1976.
        Cetraro scrisse migliaia di frasi poetiche su dei piccoli foglietti di carta che andarono perduti nel tempo, tanti furono buttati via dagli infermieri mentre pulivano la sua stanza, altri ancora furono gettati oltre l’inferriata che delimitava il nosocomio, per dar loro la libertà negata, disse una volta Cetraro preda di una di quelle crisi che andavano aumentando con l’età.
        Quelle poche che sono arrivate a noi, fra cui quella sopra citata, sono state raccolte da uno dei suoi nipoti che ne fece una piccola raccolta che non fu mai commercializzata, quei pochi fortunati che l’ebbero avuta in regalo, oggi possono dire di avere un tesoro in mano.
        Come sia finita nel web non lo so, ma è facile intuirlo con tutti i social presenti, è bastato che qualcuno l’abbia postata dandone la paternità a un personaggio famoso come Pirandello, ed il gioco è fatto.
        Questo è quanto!

        Cordialità.

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        • Ciao Stella. Ti ringrazio per questo tuo contributo, ma se ci fosse una raccolta pubblicata delle opere di Francesco Cetraro sarebbe meglio. In modo da poter dare attendibilitá all’autore. Sai quindi dove poter trovare qualcosa?

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      • Ciao Massimo. È da un po’ che si presenta questa dilemma e io francamente non mi sento ne di darti torto ne di darti ragione. Se si riuscisse a smentire la fonte gentilmente fornita da Nico (di cui mi fido quasi ciecamente), con le mie dovute scuse, cambierò immediatamente l’attribuzione. Ti ringrazio per il tuo intervento e spero di avere un po’ di tempo per approfondire questo argomento che giustamente merita tutta la mia attenzione.

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  2. potete dirmi in quale opera è contenuta e l anno di pubblicazione? io ho fatto ricerche e non risulta da nessuna parte perciò dubito che l’attribuzione sia affidabile…..grazie

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    • è in “Opere di Luigi Pirandello, volume VI, Saggi, poesie, scritti varii, a cura di Manlio Lo Vecchio— Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1960, terza edizione riveduta giugno 1973,

      nello specifico appartiene a:
      Tenui luci improvvise
      da “La Riviera Ligure” scritto da Pirandello nel febbraio 1904

      P.S. Bastava leggere qualche commento più sù 😉 Spero di esserti stata d’aiuto.

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