L’ultimo silenzio

Laszlo Moholy-Nagy 51 / 70

Pensavamo che il percorso fosse lungo
e dritto dinanzi a noi
non sapevamo quante volte
saremmo tornati indietro
lì, in quel punto
all’incrocio di quattro canti,
l’incontro di quattro anime
in rosa.

Erano sere d’estate
quando il caldo brucia anche la notte
danzavamo
immersi nei nostri calici,
nessuna solitudine bastava
nulla ci conteneva
avanzavano dritto dinanzi a noi
con un occhio a est e le speranze a ovest.

Di tanto in tanto riposavamo
sui gradini di una chiesa
calpestati dai pianti della storia
bruciando da soli, nel ricordo di voci mai nate,
ci accucciavamo con un’unica coperta
nascondendo al di sotto tutti i rimpianti.
Restava solo il sentore dell’umido
che cancellava ogni piccolo verso.

Senza saperlo,
seguivamo un senso unico
svelando tutti i segreti del tempo
lungo le strade deserte
stringevamo per mano
tutte le stelle.
Parlavamo e parlavamo,
senza saperlo, era l’ultimo silenzio.

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Questo articolo è stato pubblicato in Rapsodie ed etichettato .

2 commenti su “L’ultimo silenzio

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