Un impulso morente

Luci Gutierrez

 

Tra le stelle del mio cielo
ci sono anch’io
o forse è un’altra come me
che genera mostri
con occhi distinti dai miei.

Sono sempre rimasta
qui intorno e se parto
sempre ritorno
più per superbia
che per gioia.

Capisci? Qui regnano
noia e rassegnazione,
la perfetta sintesi
di ciò che non sono:
un impulso morente.

 


Cherry Wine – Hozier


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Fine stagione

Méditerranée – Marcel Barbeau

 

Quel giorno
in tasca portavo le tue parole,
le sfioravo con le dita
mentre in un gioco di sguardi
sorridevo.

Se vivrai in un’isola,
sentirai quando l’estate se ne va.

Ritorno in terra
rischiarendo la voce:
è il mio modo di dire le cose
senza usare inutili parole.
Per questo sorrido.

In un soffio d’onda
vedrai andar via il sole.

Se vivo ancora lo devo a te
che mi leggevi Baudelaire
mentre sentivo la pioggia cadere
e raccoglievo tutto in un secchio:
gocce e parole.

Ho detto ciò, in modo che tu potessi capire
e hai capito.

Si, ho capito.
Ho fatto dei miei versi un cruccio
seguendo la linea del mare
lì fino a dove
potevo arrivare.


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Certe voci

Rayograph (The Kiss) – Man Ray (1922)

 

Certe voci
sono come il sole
senza esilio
non le puoi guardare
e men che meno sentire.
Rassegnate
si ripetono
e per ogni donato addio
muoiono
sempre di più.

Certe voci
sono come foglie
che cadono
in fretta
nei tranelli del cuore.
Sperdute tra le terre del Nord
volano più in là
oltre i baci richiesti
ad un tempo
che sempre si muove.

Certe voci
scivolano
nell’acqua o tra le cose,
ignoranti
di quanto sia vero.
Sono come la ruggine
affilata e bagnata
da sudate battaglie
accese solo
in vane speranze.


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