L’amorte – Alessandro Bergonzoni

Mi accompagni in bagno?
Non puoi andarci da solo?
Mi sto preparando per quando sarò paralizzato…
Mi accompagni o no?
No, mi sto preparando per quando sarò sorda…

da “L’amorte” di Alessandro Bergonzoni

Buon divertimento 😉

Alessandro Canzian

coverlamorte

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Adesso tocca al verde

Error on green – Paul Klee


Adesso tocca al verde far risplendere i fiori
assecondando il respiro della terra
per far flettere gli alti papaveri
e spalancare le porte a luce e splendore
che aspettano stanchi oltremare
lì dove il cielo bacia il mare.

Vedi gli uccelli? Battono anche loro
le ali stanche, cercano rifugio
sostando dove mai avrebbero voluto
e pure loro riflettono questa apatia
ripudiando avventure e sangue
si riparano solitari nel silenzio.

È una primavera pigra
e inoperosa, tanto quanto
o forse più di me che resto nel torpore
per sfiducia o stanchezza, non so,
ma di certo so che non tocca me,
adesso non più.

Così forse
anche lei ne è consapevole
e teme artifici e stratagemmi
così fa dubitare il tempo
e le voci bugiarde
alla ricerca di giorni
e sogni migliori.

Per questo adesso tocca al verde fare la sua parte
altrimenti il mio animo un giorno
guarderà solitario a questa primavera
che da sola sfiora un sole
che incede con un caldo mormorio
che non riesce a sgelare né corpo, né cuore.


Nick Drake – Place To Be


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Ti ricordi tutto

 

Ti ricordi tutto, di prima e di ora
e parli e parli, pure di domani
anche quando la notte
è incollata sui muri delle case
mentre il vento gioca alle ombre
tu parli
con tono imputridito
contesti le proteste,
azzardi paragoni e ripeti
parole inesatte.

Chissà dove le hai sentite
di certo non in questa valle
che da punto a punto
riflette solo splendore.

Io piuttosto
ho dimenticato tutto
– l’angoscia ha divorato
ogni cosa
alla ricerca di onde e tempeste
il tempo è colato senza alcun riflesso
così si gode la sua solitudine
e ricorda solo un vago,
muto dolore
che cede e che tace.

 


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Questa notte, in primavera

Café Apostrophe (tumblr)

***
So poco di me
quanto so della notte
dove mai entra
un raggio di sole
o da solo un fiore,
questa notte, in primavera
semmai, solo pioggia
o da sola una piccola stella
che spegne la mente
si adagia sui tetti e
riposa
sulle mie labbra.

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Questa è un’isola

Joseph Beuys – King’s Daughter Sees Iceland

***

Questa è un’isola
velata dal sole,
per ogni inverno
che avanza senza neve
qui solo un senso
si fa notte.
Perchè la luce è sempre tesa
e a gran voce
chiede coraggio
giorno dopo giorno,
ora dopo ora.
A volte
il chiarore si perde nel vento
dove solitario
il ghiaccio
segnato e rigato dal tempo
corre scaltro
sull’ombra di una nuvola.
E poi,
tutta quest’acqua
circondata dal nostro mare
vecchio
navigato senza meta
su remote correnti impazzite
che giungono fino alla baia
dove approdo
sempre
sperduta e smarrita.
***
Per questo non ho mai detto “sola”
ma ci vuole ardire
o almeno, quanto basta
– per dire,
se questa è un’isola
allora “combatti”.

 


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Legame

Come il ritmo che scandisce il tempo
il tuo cuore batte nel mio cuore
e dunque – voglio legarti
e poi amarti.


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Lo so da sempre

The Answer is No – Kay Sage

Lo so da sempre.
In questo cielo senza sole
in tutto il mondo l’orizzonte è più vicino,
vaga oltre indefiniti confini
tra bianche nuvole e cocenti stelle.

Un’altra vita si è affiancata alla mia.
Sono esistenze distinte,
due porte, entrambe senza parole
vuote, inermi
assenti nel vedere e sentire.

Ohh quanto vorrei credere
con gli occhi e il cuore di un bambino
così da non sapere
che l’oscurità del destino
scorre via solo dal sangue.

Eppure oggi, l’eterna vita
muore lì, tra l’acqua e l’aria
in un tempo prematuro
dove prima c’era l’inferno
poi c’è il paradiso.



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Non andartene docile in quella buona notte [Dylan Thomas]



La parola balenava nei versi magici di Dylan Thomas come un raggio di sole riflesso in un orecchio.
[Charlie Chaplin]


Dylan Thomas - Poesie [Ed. Guanda]

Non andartene docile in quella buona notte,
i vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno;
infuria, infuria, contro il morire della luce.

Benché i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta
perché dalle loro parole non diramarono fulmini
non se ne vanno docili in quella buona notte.

I probi, con l’ultima onda, gridando quanto splendide
le loro deboli gesta danzerebbero in una verde baia,
s’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

Gli impulsivi che il sole presero al volo e cantarono,
troppo tardi imparando d’averne afflitto il cammino,
non se ne vanno docili in quella buona notte.

Gli austeri, prossimi alla morte, con cieca vista accorgendosi
che occhi spenti potevano brillare come meteore e gioire,
s’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

E tu, padre mio, là sulla triste altura maledicimi,
benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego.
Non andartene docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati contro il morire della luce.

Poesie scelte: Dylan Thomas, Non andartene docile in quella buona notte, (Maggio 1951).


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Avete visto le stelle, questa notte?

Friedensreich Hundertwasser – 660 shadow of the stars

 

Avete visto le stelle, questa notte?
Io le sto guardando
tutte ordinate lì sul cielo
sempre più volutamente belle
apposta per rubare quel ricordo
che ancora ho di me.
Sono così numerose e così luminose
da far sentire
il mio cuore sempre più solo
e sempre più spento.
È uno scambio poco equo:
io dono il mio cuore
loro rubano la mia anima.

Abbasso lo sguardo
e la neve si innalza
alle mie parole
e ancor di più si eleva
al mio pianto.

Maledette stelle
bugiarde e ladre,
siete solo uno scherzo
che si prende gioco
della mia umana natura
tangibile in ogni senso
al di là di ogni mutevole sogno.
Vi guardo e vi tengo lontane.
Non ingannerete mai più
né me né il mio cuore
e non baratterò mai più
neppure una parola o uno sguardo
per il vostro immeritevole sogno.


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Magic Moments

 

In quel momento è stato un istinto che ha vincolato desideri impotenti e folli illusioni.
Sciolgo la catena, può essere stato di tutto: il sorriso di mia madre, la mano di mio padre, un pezzo di Sinatra, il vapore sui vetri in cucina, i tuoi occhi che cercano un fiore, il suo calore nel mio letto, il sole al confine del mondo, il rossetto sulle labbra o semplicemente può essere stata un’anomalia, una sorta di regola a cui ho creduto per sostenere acerbe fantasie ed incredibili certezze.
Tutti conosciamo le parole, ma nessuno sa quanto sia contemplata la luna o quanta bellezza possano fissare le siepi di marzo sui nostri occhi. Nessuno osa pensare ad un gesto d’amore, d’altruismo o bontà. Oggi è un fuori luogo, è come fuggire nel tempo per poi rimanere smarriti.
Il silenzio ha invaso la stanza, il giardino, le strade e poi le città una ad una, fino alla fine del cielo. Saldo nuovamente la catena. Una insospettabile verità piano piano diviene sopportabile all’età ed è un paradiso questo che merita tutto il nostro perdono, perché pur non sapendo che luna cercare, almeno possiamo apprezzare con stupida innocenza un piccolo lampo di magia in un giorno che ancora spera in una possibilità. Più di così non possiamo fare, più di così forse non sappiamo fare.


Perry Como – Magic Moments


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