22 commenti su “Fermo

  1. Poi certo…bisogna sempre augurarsi che sotto non ci siamo noi a prenderci il suo ricordino!Ma a parte ciò e il mio rovinare un bel interludio poetico devo dire che mi piace l’immagine raccontata ed anche la foto!

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  2. Rileggo questa tua splendida poesia, e mi chiedo se sia stata la foto ad ispirare le tue parole, o viceversa, se hai accostato la giusta foto alla tua poesia, ispirata da chissà cosa. In ogni caso, un bel capolavoro, Giuliana.

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    • Solitamente scrivo, poi cerco di accostare le immagini alle mie parole, ma solo poche volte purtroppo le foto sono personali, vuoi per il tempo che mi manca o per mancanza di capacità.
      Grazie Lucio per esserti fermato qui e per i complimenti.
      Un saluto 🙂

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      • Beh, un po’ come per me. Quando scrivo, senza assiduità e senza pretese, ispirato sul momento, accosto una foto presa dal web. Complimenti meritati. Un saluto a te.

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  3. Non amo fare quegli ormai abituali commenti “alla facebook”, banali ed insipidi, al solo scopo di farsi “conoscere” – di far conoscere, cioè, il proprio profilo -. Non ho aperto il mio blog per mettermi in vetrina come le prostitute di Ansterdam!
    Non so se tu abbia messo quel “mi piace” ad un mio scritto con lo scopo recondito di farmi venire a conoscenza delle tue poesie, quindi di rendermi parte del tuo pubblico. Non amando i presupposti, i contorni ed inutilità varie, prendo, comunque, la palla al balzo per commentare questa tua poesia che trovo notevole per il suo non essere artefatta, non ricercata, ma sentita. E voglio fare un commento degno di essa!
    Non so chi, fisicamente parlando, sia il soggetto della tua poesia, so, invece, da psicologo per natura quale sono, chi esso sia da un punto di vista spirituale. Quel soggetto sei tu, quella tua ancestrale speranza e quel tuo malcelato desiderio di emanciparti dalla tua “normalità”. Tu vivi perennemente sospesa tra un desiderio di incoscienza (di volare) e una impossibilità a farlo, legata come sei, alla “terra” del tuo passato. E’ una vita intera che ti osservi, ti immagini e ti sogni. In questo senso la tua poesia (lo presumo senza aver letto le altre) è una poesia di proiezione, in essa proietti la tua brama di essere il mondo. Non ti identifichi mai completamente con i tuoi versi come non sei mai immersa nel mondo che descrivi. La tua, conseguentemente, finisce con l’essere una poesia “analitica”, “descrittiva” e, per questo, mai completamente e veracemente poesia. La poesia non può essere un surrogato ma una evocazione. D’altra parte, sei stata esplicita anche nel tuo presentarti (about me), quando hai più volte sottolineato l’inutilità di una presentazione alludendo alla “burocraticità” della tua vita troppo simile a quella degli altri e spingendo il pubblico a conoscerti nella tua veste virtuale, quella che presenti nelle tue poesie. Questa tua ambivalenza di sentimenti che si esprime attraverso quella cesura melanconica tra la tua vita reale e quella dei sogni è ben evidenziata da quell’immagine della poesia dove il soggetto, contrariamente a come voluto far credere da te, non sta affatto volando ma sta planando, sospeso, in un vento che rappresenta l’eterno equilibrio: il tuo equilibrio tra coscienza ed inconscienza.

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    • Ciao!
      Grazie per l’analisi e grazie per essermi venuto a trovare.
      Tra le mie ambivalenze spero ci sia anche quella di scrivere senza cercare grandi riscontri.
      D’altronde ancora oggi prima di pubblicare mi viene sempre un soffio al cuore 🙂
      Idem per il mio “mi piace” al tuo articolo sul curriculum del filosofo. Spero anzi, che se ne metterò ancora sul tuo blog, tu non lo prenda come un richiamo al mio blog.
      Sono contenta che ti sia piaciuta la mia poesia e sono ancora più contenta che tu l’abbia letta con tanta attenzione.

      Saluti e buon weekend!

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      • Grazie per i saluti che ricambio!

        A me. paradossalmente, viene un “soffio al cuore” non quando pubblico ma quando commento! Siamo in un’epoca imperniata ad una così grande diffidenza e tanto forte sospetto da avere sempre il timore di poter apparire un maniaco o uno stalker, soprattutto quando mi rivolgo ad una donna. Cerco, infatti, di commentare molto meno di quanto vorrei!
        Commenterò ancora le tue poesia e senza alcun velo di ipocrisia, come è nel mio modo di essere!

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  4. Bellissima, sembra quasi un’analisi del proprio essere, come se parlassi a te stessa e guardando l’immagine viene però spontaneo pensare che sia rivolta al gabbiano.
    Comunque qualsiasi sia il destinatario delle tue parole, sono molto belle, scorrevoli e coinvolgenti.
    Complimenti. Ciao, Patrizia

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  5. Pingback: Tu chiamele se vuoi….Emozioni Tag | Viaggi Ermeneutici

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