Il sonno

Foto di Anja Buhrer

 

Con te
ho perso la parola,
sono passati anni
e poi ancora anni.
Se penso di scriverti
niente è più di nulla
così con noncuranza
sfacciatamente
metto a nudo i miei pensieri.
Che importanza ha
– mi dico
quel treno è già passato
due volte:
una arcata, due arcate
e per entrambe
prima
un passo falso
e poi
di nuovo il sonno.


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Questo articolo è stato pubblicato in Rapsodie ed etichettato .

8 commenti su “Il sonno

  1. titti onweb ha detto:

    È triste …ma davvero molto bella.
    Breve e dice tutto❤

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  2. Adamo di Compagnia ha detto:

    Il sonniloquio non mette bocca in un discorso.

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  3. brigi1969 ha detto:

    Non mi capita spesso (giuro!) di restare senza parole.
    Questa poesia mi ha proprio tagliato in due il fiato. Più che farti i complimenti, vorrei abbracciarti!

    Piace a 1 persona

  4. Harley ha detto:

    Il treno passa una sola volta…

    Piace a 1 persona

  5. Enzorasi ha detto:

    Non poteva essere scritto in modo migliore, in poesia, secca e senza fronzoli. Solo così.
    E mi chiedo perché le cose migliori, le più vere, quelle che il lettore percepisce come una luce esplosa dentro di sé, come mai questo avviene solo con l’emozione nata da malinconie profonde, sconfitte, impotenze, momenti perduto per sempre e treni che non passano più?

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