3 commenti su “Forse un mattino andando in un’aria di vetro [di Eugenio Montale]

  1. Ricordavo questa poesia di Montale da una lezione di scuola: potremmo dire che sia il racconto di una tentazione, una tensione verso la “cosa-in-sé”, negli esiti più pirandelliana che kantiana; ma facendo attenzione a non finire come Vitangelo Moscarda, pur avendone ripetuta l’esperienza, o come il prigioniero della caverna platonica. Meglio andarsene “zitto”, tenere il “segreto”: il mondo spesso non è pronto.

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