13 commenti su “L’inannoiabile [di David Foster Wallace]

  1. Bel testo… estremamente significativo. A me la burocrazia annoia infinitamente, così come i tempi lenti degli uffici e degli adempimenti formali. E chi vi lavora spesso è noioso e scontroso. Per cui per me ha un forte potenziale irritante… E si fatto è così se sei in grado di resistere a questo tipo di noia puoi davvero tanto…

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  2. Nella burocrazia ho fatto strada a colpi di ariete contro le porte gommose dietro cui si celano tutti coloro che della noia fanno un sistema di vita. A colpi di ariete ho riportato sangue nelle loro vene, li ho costretti ad uscire da se stessi e a guardare il loro modo di operare come se fossero utenti. Lentamente il sangue rifluiva e hanno iniziato a guardare l’utente non come colui che rompe l’armonia della noia ma come colui che dona scopo alle ore trascorse dentro gli uffici. Hanno imparato che il loro ruolo non era quello del giudicare ma del servire. Ho fatto strada nei cuori dei colleghi e collaboratori piuttosto che nelle lente e viscide scalinate della burocrazia.

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  3. Beh dopo aver letto i tuoi versi introduttivi e poi l’estratto dal romanzo di David Foster Wallace, ho immaginato due persone che hanno una storia a distanza e che dopo qualche anno vivono ormai con stanchezza e noia anche lo scambio sporadico di sguardi (quando ci si incontra) o il semplice pensiero dell’altro/a lontano/a.

    Io credo che la noia subentri quando ci disinnamoriamo di qualcuno o qualcosa. Ciò che fino a prima abbiamo fatto con piacere, con una trepidante attesa, diventa all’improvviso banale.

    David Foster Wallace scrive “…la capacità di respirare e pompare il sangue sta alla base di tutti i pensieri e le azioni…”. Penso che la noia subentri quando anche ciò che è vitale per noi diventa ripetitivo e meccanico: anche incrociare lo sguardo di chi è lontano/a o il solo pensiero che un tempo erano invece alla base di tutto.

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  4. Tempo..spazio…tempo…spazio, la visione del tempo è diversa per ognuno di noi perché è diversa la percezione che abbiamo di esso, il tempo reale quello “misurabile” che misura la nostra vita è composto da infiniti istanti identici fra di loro, ma se la durata degli istanti è uguale per tutti noi, non è la stessa cosa se prendiamo in considerazione la qualità, cioè di come trascorriamo questi istanti.
    Non dare un senso all’impiego del tempo lo fa sembrare lunghissimo, creando insofferenza in noi e quindi la noia, per una persona annoiata gli istanti sembrano durare in eterno, non a caso la noia segna una più lunga durata del tempo come viceversa il piacere ci da la percezione di una durata più breve.
    Vivere intensamente la vita fantasticando progetti, significa dare più qualità alla stessa, quindi si desidera che il tempo sia più lungo, chi invece culla ripetitivamente se stesso nei ricordi, ne percepisce una minore durata causando insofferenza verso la vita, insofferenza che corrisponde alla noia.
    Ma questo è solo un mio pensiero.

    Ciao carissima… felice serata 🙂

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  5. A volte la noia è necessaria. Imparare ad annoiarsi per non correre sempre dietro alle cose da fare, per non nascondersi dietro alla fretta, all’attività e dimenticarsi di passare del tempo semplicemente a “non fare”. Altre volte invece la noia è non vivere, non inseguire le proprie passioni. Chi riesce in questo può sicuramente fare moltissime cose, ma, appunto, non vivere.

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