Il difetto delle parole

Magari vengo e vado via
perché vorrei vedere
di nuovo
il tuo sorriso
una volta, solo una volta
ancora.

lettera

È questo il difetto delle parole: lo immagino come una scala che sono capace di salire e scendere ad occhi chiusi, come le frasi fatte che non hanno alcuna sensibilità per gli avanzi, così come quando si ignora la differenza tra il chiudere gli occhi e l’essere ciechi.
E una notte passata soli può essere terribile, si sa, perché in quel momento (solo in quel momento) potremmo scoprire che siamo bloccati per la vita a metà di una spiegazione e così ci sentiamo talmente lontani, dal pensare che sarebbe stato molto meglio lasciare agli occhi il peso del silenzio.
Nel silenzio difatti troviamo il nostro rifugio poiché quando non riusciamo a capire (bene), patiamo quest’angoscia di essere sul punto di conoscere e di non conoscere e qualcuno tanto tempo fa disse che “il mistero giace proprio lì dove non c’è alcun mistero”.

Mi ami? Lei se ne sta zitta, guardandolo soltanto, impassibile e distante, rifiutando di pronunciare quel no che lo distruggerà, o quel sì che li distruggerebbe.

Le parole non sono pensieri, che sono quelli che sono (ombre passeggere), le parole o sono verità o sono menzogne e passano di bocca in bocca creando solchi indelebili che nessuno (e dico nessuno) potrà mai chiudere, per questo mentire sarà come spiegare, ma dire la verità invece sarà come dare una spiegazione ad un fatto di per sé assolutamente inspiegabile.


7 commenti su “Il difetto delle parole

  1. atmosferepoetiche ha detto:

    …le parole risuonano come fa la penna sulla carta , a volte sono fluide come l’inchiostro a volte aleggiano sul foglio e a volte strappano le pagine come coltelli appuntiti.
    Comunque ciò che hai scritto mi piace ed è per me come un solco su cui seminare i pensieri.

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  2. amilcaxas ha detto:

    devo ammettere che ad un certo punto mi sono perso tra le parole, proprio come una spiegazione lasciata a metà. 😉

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  3. silviatico ha detto:

    Le parole sono come sorsi di aria: alle volte sanno di stantio, qua si sentono che profumano d’essenze dal bosco dei sentimenti……
    Un saluto ed un fiore….

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  4. mariannecraven ha detto:

    William Shakespeare:

    – Polonio: Che cosa state leggendo, mio signore?
    – Amleto: Parole, parole, parole.

    Le tue, però, sono molto belle … 🙂

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  5. silviacavalieri ha detto:

    Secondo me ciò che davvero lascia il segno è la parola scritta, che ritengo, in certe situazioni critiche, anche pericolosa. Il tono, l’atteggiamento, la postura della persona danno alle parole che pronuncia la sua connotazione di verità o falsità. Ad esempio, potresti dire a una persona che non la ami, ma, se il tuo sguardo ti smentisce, le lasci una speranza. Per contro la stessa frase scritta nero su bianco, può ferire quanto una pugnalata.

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  6. sherazade ha detto:

    Le parole spesso non sono pensieri ed allora benché possa sembrare od essere una frase fatta affidarsi un fiore è una cosa migliore !
    Buona domenica e buona primavera dal mio giardino!
    SherabuonWEanche

    Il mio amore ti proteggerà

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