Cosa puoi saperne tu

Fotografia di Chiara Gini

Cosa puoi saperne tu
di me
che naufrago tenacemente
nell’oscuro oceano del dubbio
che speculo tra parti di me e me
che auspico la pena più intensa
e grave – e scongiuro giorno dopo giorno
che esista un macigno da trascinare
nella nebbia più cupa
dove il tuo nome risuoni
lontano, più lontano che mai.
Cosa puoi saperne tu
di me
che sei più distante delle stelle
che a stento senti il vento vicino
che fissi sempre lo stesso punto
tu che senti ancora il mare
come potresti mai capire
tu, che non conosci peccato
il desiderio di tradire
la voglia di toccare senza guardare
la nostalgia del tempo che si perde
nel tempo.
Io non so nulla
ma, tu cosa ne sai
del dolore che tace,
del bruciore, dell’ardore lontano
che è stato, di una resa
che mai è arrivata.
Tu, dimmi
come pensi di comprendere
questo rimpianto tenace e costante
adesso che niente mi consola
più di vivere o morire.