L’amore per Kandinskij

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Insomma oggi ho scritto tanto, frasi, lettere. Molte parole sono state importanti, ricercate, proprio per non soffrire. Non è così che si fa, mi dico adesso. Ho mentito, sono stata buona quando non lo ero e cattiva quando non lo volevo. Alla fine, la giornata è andata così. Ho scritto una lettera aperta. Sono stata educata e cordiale, carina e gioviale. Non la pubblicherò forse mai, o ancor meglio, il destinatario non la leggerà mai. Ho scritto così per sfogo personale, per far uscire le parole.
Sono venute fuori con impeto e passione, un’inondazione di vocali e consonanti ben orchestrate.
Adesso mi sento stanca e stremata. Adesso mi sento anche stupida e cretina, se proprio vogliamo.
Vigliacca! Mi dico, adesso do sfogo al mio senso di colpa, adesso.
Il fatto è che la giornata non è sorta benissimo.
Prima di tutto non mi sarei voluta alzare. Magari continuare a dormire, ma questa è una mia debolezza. Con il circo del diavolo in testa, al mattino, mi alzo e ballo un valzer con Tchaikovsky.
Se fossi stata educata diversamente, mi dico, tutti questi pensieri non sarebbero mai sorti nella mia mente, non per caso, almeno. Mai, al mattino, almeno.
Non posso dire tutto, posso scrivere qualsiasi cosa.
Tutto questo peso da qualche parte deve andare, fluire, forse con dolcezza o con veemenza. Deve scorrere. Lascerà un segno. Oh come sarebbe bello, meglio che se lasciasse un solco, brutale.
Da dove viene la lotta, la voglia di dire in faccia per sempre quello che penso.
Vorrei dipingere o disegnare tutta la superbia che mi si oppone contro da mesi, la vorrei proprio denunciare, gridare al mondo. Vorrei dirlo. Oh, sono maledettamente tentata. Non posso. Lo so. La mia educazione, non lo permette. La mia natura balorda mi parla di buona coscienza.
Quello che io vedo, quello che osservo, dietro l’angolo, adesso almeno qui posso scriverlo, forse liberamente.
Quattro righe almeno.




Non posso farci nulla io, se qualcuno si è dimenticato di me. Non posso fare proprio nulla.
Posso guardare lo spettacolo, come fosse un film.
Posso renderlo più leggero.
Spogliarlo dalle zavorre e strappare via tutta l’edera che vi si è avvinghiata intorno.
Non posso farci nulla. Non posso farci nulla io, se qualcuno adesso mi guarda di spalle.
Posso girare intorno.
Posso stare ad ascoltare e trasformare i tuoni e i boati in percussioni suadenti e violini stridenti.
Posso catturare i suoi sospiri tra le mie mani e trasformarli in soffici respiri.
Posso prendere le sue mani, portarle al mio viso e imporgli una carezza.
Cosa posso fare…cosa posso fare…
Posso sfidare Dio, questo posso farlo.
Posso volare contro vento.
Posso issare grattaceli al cielo.
Posso spegnere il fuoco con un dito.
Posso volare o correre sull’acqua.
Posso donargli la magia.
Guardare e non vedere, se proprio vuoi, lo posso fare.

 

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12 commenti su “L’amore per Kandinskij

  1. Chicco ha detto:

    Bello.
    Lo sfogo fa bene all’animo.

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  2. Seidicente ha detto:

    L’ha ribloggato su Seidicentee ha commentato:

    C’è una lacrima e in quella lacrima ci sono tutte le lacrime del mondo.
    [Sedicente]

    Mi piace

  3. Giuliana ha detto:

    puoi farlo defluire come l’acqua che scorre liberamente nel fiume nonostante i sassi, soffre ma sa che alla fine arriverà al mare e sarà libero.
    Un abbraccio

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  4. giomag59 ha detto:

    Posso prendere le sue mani, portarle al mio viso e imporgli una carezza… se puoi allora c’è speranza!

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  5. Cix79 ha detto:

    Kandinskij lo adoro.. ha creato delle opere favolose, la sua mostra tenutasi qualche tempo fa a Milano è stata una delle mie preferite!

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  6. davideman ha detto:

    E già qualcosa… certe cose devono uscire, indipendentemente se c’è qualcuno che potrebbe/dovrebbe ascoltarle. Capita a volte di portarci dentro troppe cose non dette… e a volte è un bagaglio troppo pesante. Un bagaglio che rallenta il viaggio

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  7. gigifaggella ha detto:

    Puoi tutto se lo vuoi davvero…comunque aprire il cuore anche con le parole può essere un balsamo utile… alzati e balla come hai scritto, vedrai che funziona… un saluto a te!

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  8. sherazade ha detto:

    A volte nei momenti di sconforto cerco di guardarmi dal di fuori ‘come fossi un marziano’ e davvero marziani rispetto al mondo i miei magoni.

    sheraciaoconabbraccio

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