Il suo migliore amico

A volte vorrei dirti quanto ti sei perso.
Altre vorrei solo ricordarti così.
La pioggia cade lenta sul mio tetto
e penso a te, ai nostri anni
e tutta la tristezza scivola via da me
Lo sapevi!

La prima volta che andai a trovarlo era notte e mi fece entrare dalla finestra.
La stanza era piena, colma, con un assortimento di oggetti che sembravano racimolati da tutto il mondo o trovati chissà dove. Pensai che forse viaggiava parecchio e invece si muoveva pochissimo. I suoi amici mi raccontarono di lui: è troppo pigro per uscire ma, lo vedrai, è talmente organizzato che non lo noterai neanche. La sua stanza in effetti aveva quasi preso le sembianze di un bunker o rifugio antiatomico (insomma, quella roba che si vede solo nei film catastrofisti americani) dove puoi trovare un insieme di cianfrusaie, utili però solo in caso di un attacco nucleare improvviso. Vi era tutto il necessario per vivere decentemente comunque, almeno per mesi. Cibo, alcol, libri, erba, dvd e astronavi. Un sacco di astronavi. O almeno io lo ricordo così: astronavi piazzate con geometrie incomparabili.
Non ricordo se mi disse “ciao…piacere” o roba simile, mi ricordo che mi fece fumare, decantando subito le qualità dell’affare che teneva in mano (chissà da quando, pensai).
“Poi devi assaggiare questo e poi bere questo”.
Devi, con dolcezza!
“Ho del buonissimo amaro, stasera. O forse è qui chissà da quanto”.
“Stavamo vedendo Star Trek, The next generation, ti piace vero?”
“Non puoi dire di no”.
Non puoi dire di no!
Era gradevole.
“Cosa ti piace?” – “Mi fa proprio piacere conoscerti, lo volevo da tempo”.
Sorride portando con se lo sguardo del mondo.
Non avrebbe mai perso quella luce negli occhi.
“Sai, io sono il suo migliore amico, ci conosciamo da una vita, gli voglio bene. È qui accanto, forse mi sente, ma tu non dirglielo.”
“Sarà il nostro segreto.” Dico, sorrido adesso, tantissimo.
Mi piacque subito. Per sé e per quello che mi diede, subito, quella sera, forse.
Guardavo fisso il sole splendente.
Poi un vuoto. Gli amici stupiti, tutti sbalorditi.
Ricordo una canzone, sai?

Now life devalues day by day
As friends and neighbours turn away
And there’s a change that, even with regret,
cannot be undone
Now frontiers shift like desert sands.

Sei andato via, per non tornare.
Non hai mai perso quella luce negli occhi.
Ti rivedo adesso, avventato e sicuro. Ti vengo a trovare, dopo anni, dopo tanto tempo.

Tanto, tanto tempo.
Ho passato tanto tempo, sai?
Adesso il mio cuore batte a stento, sai?
A mala pena vivo
ma guardo ancora attraverso le nubi
e conto ancora le onde del mare.

“Devi assaggiare questo e poi bere questo”. Mi hai detto, di nuovo.
Sorrido, di nuovo, come allora.
È bellissimo rivederti.
Bellissimo.

 

Annunci

Un commento su “Il suo migliore amico

  1. giomag59 ha detto:

    Che bella storia!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.